Muggiò (Monza Brianza), 15 gennaio 2026 – 
Ha fornito la sua versione dei fatti questa mattina in carcere davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Angela Colella, Sergio Laganà, l’uomo di 43 anni che martedì nel tardo pomeriggio ha accoltellato la moglie 31enne nell’appartamento della coppia a Muggiò, per poi costituirsi ai carabinieri con i vestiti ancora sporchi di sangue.

La versione dell’uomo

“È stata lei a puntarmi contro il coltello. Ricordo di avere portato nostro figlio in un’altra stanza e poi nella mia mente si è spenta la luce”, ha dichiarato Laganà. L’uomo è indagato per tentato omicidio aggravato. L’ipotesi di tentato femminicidio non è stata formulata perché gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Nicola Balice, vogliono ascoltare prima la versione della donna, ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale San Gerardo di Monza. La 31enne è stata colpita alle braccia, alle gambe, al polmone, alla milza e alla schiena, ma i medici confermano che riuscirà a riprendersi.

Separazione e contrasti

Secondo le prime ricostruzioni, la coppia stava attraversando un periodo difficile e aveva deciso per una separazione consensuale. Non mancavano però contrasti: Laganà sarebbe tornato a casa nel pomeriggio dopo aver preso il figlio di 2 anni in piscina, mentre nel frattempo aveva ricevuto messaggi di insulti e minacce da parte della moglie. L’accoltellamento, su cui l’uomo sostiene di non ricordare dettagli, potrebbe aprire la strada a un’ipotesi di legittima difesa.

Un precedente di tensione

Negli atti delle indagini risulta un intervento dei carabinieri nella stessa abitazione il 22 maggio 2024, giorno del compleanno del figlioletto, quando la donna denunciò di essere stata trattenuta al collo dal marito fino a non riuscire a respirare, mentre lui si lamentava di non riuscire a riposare dopo una giornata di lavoro.

La richiesta dei domiciliari

Al termine dell’interrogatorio, il difensore di Laganà ha chiesto alla gip di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. La decisione della giudice è attesa nei prossimi giorni.