“Pandoro Gate”: oggi la sentenza per Chiara Ferragni accusata di truffa aggravata
Milano, 14 gennaio 2026 – È prevista nella tarda mattinata di oggi la sentenza del caso noto come “Pandoro Gate” , che vede Chiara Ferragni ...
Milano, 14 gennaio 2026 – È prevista nella tarda mattinata di oggi la sentenza del caso noto come “Pandoro Gate”, che vede Chiara Ferragni imputata per truffa aggravata legata alle campagne di beneficenza dei prodotti dolciari natalizi e pasquali. Nel mirino della Procura di Milano ci sono le vendite del Pandoro Pink Christmas di Balocco del Natale 2022 e delle Uova di Pasqua ‘21-‘22 di Dolci Preziosi, collegate a raccolte fondi per finalità benefiche.
La richiesta del pubblico ministero
L’accusa, coordinata dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal sostituto Cristian Barilli, ha chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Lo stesso provvedimento riguarda anche l’ex manager Fabio Damato e l’amministratore delegato di Cerealitalia-ID, Francesco Cannillo, per i quali il pm ha richiesto un anno di pena.
La difesa
I legali di Ferragni, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno invece chiesto l’assoluzione, sottolineando che l’influencer sarebbe innocente sotto ogni punto di vista. I difensori hanno inoltre evidenziato come Ferragni abbia risarcito le parti querelanti, con circa 3,4 milioni di euro fra donazioni e rimborsi, circostanza che, secondo loro, ridurrebbe l’ipotesi di responsabilità penale.
Tre possibili esiti della sentenza
Il giudice della terza sezione penale del Tribunale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, potrebbe adottare tre decisioni:
Accogliere la richiesta della Procura, ritenendo provata la truffa aggravata per la presunta pubblicità ingannevole legata alla raccolta fondi per l’Ospedale Regina Margherita di Torino e l’associazione “Bambini delle Fate”.
Assolvere Ferragni nel merito, riconoscendo che non sussistono elementi sufficienti per la truffa aggravata.
Non riconoscere l’aggravante e prosciogliere Ferragni dall’accusa di truffa semplice, considerando l’avvenuto risarcimento e la remissione delle querele, che renderebbe il reato non più procedibile.
La decisione del tribunale sarà dunque determinante per l’influencer e per i suoi collaboratori, chiudendo una vicenda che ha attirato ampia attenzione mediatica e sollevato dibattiti sull’uso della filantropia a fini commerciali.
