Seregno (Monza Brianza), 30 gennaio 2026
– Da un’indagine iniziata con un Codice rosso alla scoperta di un vero e proprio business dello spaccio di droga: cocaina, hashish e marijuana. I carabinieri di Seregno hanno condotto mesi di accertamenti, culminati nella richiesta della Procura di Monza di 14 misure cautelari alla giudice per le indagini preliminari Francesca Bianchetti: 11 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 1 di obbligo di firma. In questi giorni la giudice ha svolto gli interrogatori preventivi degli indagati, tutti difesi, e nei prossimi giorni deciderà quali misure applicare.

La banda: italiani, albanesi e un ecuadoriano

Sotto la lente del Tribunale sono finiti 9 italiani tra i 33 e i 52 anni residenti a Seregno, Villasanta, Lissone, Desio, Vimercate e Cologno Monzese; 4 albanesi tra i 31 e i 40 anni residenti a Seregno, Muggiò e nella provincia di Belluno; e un ecuadoriano di 26 anni residente a Pioltello.

Già nel marzo scorso un albanese 38enne era stato arrestato in flagranza a Seregno dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile. Nel garage di casa custodiva un vero magazzino della droga: oltre 2 chili di cocaina e 7 etti e mezzo di marijuana, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi.

L’avvio delle indagini

L’uomo, muratore di professione con precedenti specifici, è stato fermato dai militari mentre si aggirava nelle vicinanze di un giardino pubblico in via Vitale. L’atteggiamento sospetto ha portato a una perquisizione nella sua abitazione, conclusasi con l’arresto in concorso di un italiano 51enne, operaio anch’egli con precedenti.

I due, condannati con rito abbreviato dal Tribunale di Monza rispettivamente a 4 anni e 3 anni e 8 mesi di reclusione, si trovano tuttora agli arresti domiciliari. L’ex pm della Procura di Monza, Salvatore Bellomo, ora in pensione, ha chiesto per loro la custodia cautelare in carcere.

Le indagini hanno incluso appostamenti, intercettazioni e pedinamenti, anche all’interno di un bar di Seregno gestito da uno degli indagati italiani. Sono emerse decine di cessioni illecite di cocaina, hashish e marijuana, destinate a un’ampia platea di clienti, finalizzate ad alimentare e far crescere l’attività criminale.