Milano - Si è spento venerdì 13 febbraio all’età di 83 anni Giancarlo Consonni, intellettuale poliedrico, urbanista e architetto, professore emerito del Politecnico di Milano, fotografo, pittore e poeta. Consonni è stato celebre per la capacità di coniugare paesaggio e metropoli, memoria e contemporaneità attraverso la sua produzione artistica e letteraria.

La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla casa editrice La vita Felice, con cui Consonni ha pubblicato diciotto volumetti, tra opere pittoriche e raccolte poetiche.

Nato a Merate (Lecco) il 14 gennaio 1943, Consonni visse fino al 1967 a Verderio Inferiore, per poi trasferirsi a Milano. Laureatosi in architettura nel 1969, ha dedicato la sua carriera accademica all’insegnamento di urbanistica al Politecnico di Milano, studiando approfonditamente i processi di formazione e trasformazione della metropoli, con particolare attenzione alla Lombardia e a Milano. Ha diretto l’Archivio Piero Bottoni, contribuendo alla sua fondazione.

La sua attività letteraria è stata altrettanto significativa. Poeta in dialetto lombardo e in lingua italiana, Consonni ha pubblicato opere come Viridarium (1987), In breve volo (1994), Vûs (1997), Luí (2003), Filovia (2016), Pinoli (2021) e Il conforto dell’ombra (2025). Ha inoltre firmato saggi critici su autori come Raffaello Baldini, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Franco Loi, Luigi Meneghello e Vittorio Sereni.

Consonni lascia un’eredità culturale ricca e variegata, capace di unire rigore accademico, creatività artistica e sensibilità poetica, facendo dialogare città, memoria e parola.