Varese – Prende forma a Bodio Lomnago, nel Varesotto, la nuova comunità residenziale per il recupero dalle dipendenze promossa dalla Fondazione Laura e Alberto Genovese. Ad annunciare l’avvio dei lavori è stata la stessa Fondazione, creata da Laura Genovese dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il fratello Alberto, imprenditore digitale fondatore di Facile.it, attualmente detenuto dopo la condanna per gravi reati commessi nel suo attico milanese.

La struttura, presentata come la prima realtà residenziale di questo tipo in Italia, ambisce a diventare un centro di eccellenza nazionale. Inserita nel contesto locale con l’obiettivo di fungere da presidio di legalità e salute, sarà gestita da un’équipe multidisciplinare composta da psichiatri, psicologi ed educatori. Il termine dei lavori è previsto per metà aprile: inizialmente potrà accogliere otto ospiti, con una successiva espansione fino a venti posti, una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie.

L’intenzione dichiarata è superare il modello tradizionale di comunità terapeutica, offrendo un ambiente che unisca accoglienza e sicurezza. «Vogliamo creare un luogo che non sia solo una struttura sanitaria, ma una casa nel senso più profondo del termine, dove la persona viene accolta nella sua interezza e non identificata con la sua malattia», ha spiegato Laura Genovese, presidente e fondatrice della Fondazione. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alle famiglie, considerate parte integrante del percorso di cura e ricostruzione dei legami.

Sul piano clinico, il progetto prevede un approccio integrato che combina protocolli sanitari avanzati con supporto psicologico intensivo. Il direttore generale Vittorio Tanzi ha evidenziato come il modello terapeutico si basi sulla Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) e sulle più recenti evidenze neuroscientifiche, con percorsi individualizzati ad alta intensità. L’obiettivo è fornire agli ospiti strumenti cognitivi ed emotivi solidi per affrontare la sofferenza, prevenire le ricadute e favorire un reale reinserimento sociale.

Con l’avvio dei lavori, la nuova comunità punta a rappresentare un punto di riferimento per il trattamento delle dipendenze, proponendo un modello che coniughi rigore scientifico, dimensione educativa e attenzione alla dignità della persona.