Brescia - 
Due distinte operazioni di contrasto al riciclaggio, condotte dalla Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Brescia e concluse il 13 febbraio 2026, hanno permesso di intercettare flussi finanziari illeciti e tutelare l’economia legale.

Nel primo intervento, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno controllato un operatore attivo nei servizi di pagamento (money transfer), individuando una sistematica pratica di frazionamento delle operazioni, nota come “smurfing”, utilizzata per aggirare i limiti normativi sui trasferimenti di denaro contante. Grazie anche allo scambio informativo con l’OAM – Organismo Agenti e Mediatori, sono state ricostruite oltre 500 operazioni sospette per un valore complessivo di circa 1 milione di euro, prevalentemente verso Paesi asiatici. Sono state inoltre rilevate ripetute violazioni degli obblighi di adeguata verifica della clientela, con possibili sanzioni fino a 70 mila euro.

Il secondo filone investigativo, sviluppato dalla Compagnia di Rovato, ha portato alla luce un collaudato sistema di frode fiscale e riciclaggio legato a società del settore edile, responsabili dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 250 milioni di euro. Le indagini hanno ricostruito un meccanismo di “underground banking” attraverso il quale sarebbero stati riciclati oltre 96 milioni di euro, trasferiti all’estero e successivamente reintrodotti in Italia in contanti tramite intermediari e corrieri di valuta.

Le attività ispettive hanno portato alla verbalizzazione di 25 soggetti e all’individuazione di trasferimenti indebiti di denaro contante per un valore superiore a 9 milioni di euro. Queste operazioni confermano l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e ai sistemi illeciti di riciclaggio, a tutela dell’economia nazionale.