Incendio al Constellation: Moretti accusa il Comune e viene aggredito dai familiari delle vittime
Crans-Montana – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’incendio del 1° gennaio al bar Le Constellation , dove persero la vita 41 persone: ieri, ...
Crans-Montana – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’incendio del 1° gennaio al bar Le Constellation, dove persero la vita 41 persone: ieri, 11 febbraio, Jacques Moretti, proprietario del locale, è stato interrogato dai procuratori insieme a oltre 50 avvocati delle parti civili. Secondo la difesa, il locale era sicuro e, se vi fossero state criticità, la responsabilità sarebbe del Comune di Crans-Montana, che non avrebbe mai effettuato i controlli obbligatori.
L’arrivo dei coniugi Moretti all’udienza è stato segnato da un’aggressione da parte di alcuni familiari delle vittime, intervenuti con accuse pesanti e urla di dolore. Una madre, ad esempio, ha gridato: “Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita! Dov’è mio figlio?”. Moretti ha risposto mostrando disponibilità alla giustizia: “Mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità”.
Durante l’interrogatorio, Moretti ha puntato il dito contro le istituzioni, sottolineando gravi lacune nei controlli. L’impianto di ventilazione non era mai stato verificato né dal Comune né dal Cantone. Gli estintori, presenti ma inutilizzati, non erano adeguatamente segnalati e i cartelli installati si staccavano facilmente. Alcuni materiali infiammabili presenti nel locale, come spugna antirumore e colla, erano stati maneggiati con cannello senza che si verificassero fiamme.
Parallelamente, la posizione del Comune di Crans-Montana si complica. Le prime immagini del locale devastato mostrano un locale completamente interrato e con capienza di 200 persone, che non era considerato una priorità nei controlli di sicurezza. Secondo quanto dichiarato da Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, non risultavano non conformità aperte. Le difficoltà erano anche legate a problemi tecnici del programma informatico cantonale per le ispezioni, sostituito d’urgenza nel 2023 a seguito di minacce da parte del tecnico responsabile.
La procura di Sion ha acquisito tutte le comunicazioni interne del Comune, compresa la nota del 6 gennaio del Consigliere di Stato del Cantone che intimava ai comuni di completare rapidamente tutte le visite periodiche dei pubblici esercizi, una settimana dopo la tragedia.
La vicenda resta dunque complessa e il confronto tra responsabilità private e istituzionali sarà uno degli snodi chiave dell’inchiesta in corso.
