La giovane, una cittadina messicana di 24 anni, avrebbe subito minacce, aggressioni fisiche e violenze sessuali. L’uomo è accusato anche di atti persecutori e lesioni personali aggravate.

BERGAMO – «Tu sei di mia proprietà». Sarebbe partita da queste parole una spirale di violenza e controllo che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe segnato la relazione tra un uomo di 25 anni e la giovane compagna, cittadina messicana di 24 anni. Insulti, minacce di morte, schiaffi, pugni e strattonamenti sarebbero diventati sempre più frequenti, fino a un episodio in cui l’uomo l’avrebbe immobilizzata e costretta a un rapporto sessuale nonostante il suo esplicito dissenso.

La Polizia di Stato di Bergamo ha arrestato l’uomo, cittadino italiano residente in città e nato nel 2001, nel pomeriggio del 23 ottobre. Le accuse contestate sono violenza sessuale aggravata, atti persecutori e lesioni personali aggravate. Successivamente è stata disposta nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.

L’allarme lanciato dalla giovane

L’indagine della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, è partita dall’intervento di una pattuglia nell’abitazione dell’uomo. La giovane aveva chiesto aiuto ed è stata trovata ferita.

Gli accertamenti sanitari hanno evidenziato numerose ecchimosi, con una prognosi di cinque giorni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la condotta dell’uomo non si sarebbe limitata alle aggressioni fisiche: avrebbe progressivamente ristretto la libertà della compagna, impedendole anche di uscire da sola e pretendendo da lei obbedienza assoluta.

La donna, secondo quanto emerso, sarebbe stata infine costretta a lasciare l’Italia per paura.

«Nessuno ti crederà»: le presunte minacce

A rendere ancora più pesante il quadro investigativo sarebbero state anche le affermazioni con cui l’uomo avrebbe fatto riferimento a presunte conoscenze nelle forze dell’ordine, sostenendo che nessuno avrebbe creduto alla vittima.

Negli atti figura inoltre il racconto di un’altra denunciante, alla quale l’indagato avrebbe riferito di aver prestato servizio nella Legione straniera francese e di avere numerosi contatti tra gli appartenenti alle forze di polizia.

La documentazione sanitaria e gli altri elementi raccolti dagli investigatori avrebbero contribuito a delineare il quadro indiziario alla base del procedimento.

Le accuse dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza dell’indagato.