Delitto di Garlasco, Andrea Sempio rompe il silenzio: «La difesa di Stasi spinge per indagini contro di me»
L’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi parla in un’intervista a “È sempre Cartabianca”, in onda su Retequattro. Sulla possibilità di inco...
L’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi parla in un’intervista a “È sempre Cartabianca”, in onda su Retequattro. Sulla possibilità di incontrare Alberto Stasi afferma: «Gli chiederei se crede davvero a tutto questo casino».
MILANO – «Quando mi accusano di essere l’assassino di Chiara Poggi faccio fatica a rispondere perché oggi sono talmente saturo che è come se una parte di emozioni fossero spente». Andrea Sempio, 38 anni, rompe il silenzio in un’intervista a “È sempre Cartabianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer in onda su Retequattro.
Indagato nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nell’agosto 2007, Sempio attribuisce alla difesa di Alberto Stasi la spinta per la riapertura delle indagini nei suoi confronti.
«È la difesa di Stasi che mi ci ributta dentro tutte le volte, che spinge per cercare di far ripartire le indagini contro di me», dichiara. Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere per il delitto.
«Se avessi davanti Stasi, gli chiederei se crede davvero a tutto questo»
Nel corso dell’intervista, a Sempio viene chiesto cosa direbbe ad Alberto Stasi se avesse la possibilità di incontrarlo. «Gli direi: “Ma tu ci credi davvero a tutto, a tutto questo casino che avete fatto partire?”», risponde.
L’indagato parla anche dell’attenzione investigativa e mediatica che negli ultimi tempi si è concentrata sulla sua vita privata, comprese alcune sue vecchie dichiarazioni sulle fantasie erotiche femminili e sul tema dello stupro.
Sempio sostiene che quelle frasi fossero inserite in una conversazione più ampia, dedicata al motivo per cui alcune donne dichiarano di avere fantasie erotiche legate allo stupro. Nega inoltre di aver tentato di pagare per ottenere la rimozione di quei contenuti: «No, quella cosa lì è totalmente falsa», afferma.
«In televisione spariamo a salve, la parte giuridica è un’altra»
Nel colloquio viene affrontata anche la scelta di parlare in televisione senza rispondere, almeno per il momento, alle domande della Procura.
«Sono due piani totalmente diversi», spiega Sempio. «Quando andiamo in televisione stiamo sparando a salve, stiamo spiegando le nostre questioni. Ma la parte vera, la parte giuridica, è un’altra cosa».
Infine, rispondendo a una domanda sul proprio autocontrollo e sulla sensazione di dover indossare una maschera, l’indagato afferma che la maggior parte delle conseguenze negative subite sarebbe legata all’attenzione dei media.
L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi resta al centro dell’attenzione giudiziaria. La posizione di Sempio è ancora al vaglio degli inquirenti e le accuse nei suoi confronti non costituiscono una condanna.
