GARLASCO – La difesa di Andrea Sempio ha chiesto il reintegro di 81 intercettazioni che la Procura ha ritenuto non rilevanti nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

L’istanza è stata presentata nella mattinata di lunedì 19 ottobre dall’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia. Quest’ultima è tornata anche oggi al Palazzo di Giustizia di Pavia per proseguire l’ascolto delle intercettazioni escluse dalla Procura e non trascritte perché considerate non pertinenti.

A rendere nota la richiesta è stato lo stesso Cataliotti durante la trasmissione televisiva Dentro la notizia, su Canale 5. Secondo il legale, le conversazioni potrebbero sostenere la linea difensiva relativa ai cosiddetti soliloqui attribuiti a Sempio, che la difesa interpreta come commenti a podcast o trasmissioni televisive.

La richiesta sulle intercettazioni escluse

La difesa aveva già depositato una memoria il 25 maggio, insieme a consulenze in controdeduzione alle relazioni emerse con la discovery degli atti, dopo la prima chiusura delle indagini del 7 maggio.

Con un secondo atto, datato 28 settembre, sono emerse anche altre intercettazioni disposte dalla Procura di Brescia nell’ambito del procedimento relativo a un’ipotesi di corruzione del 2017, nel quale era indagato Giuseppe Sempio, padre di Andrea. I carabinieri di Milano avevano chiesto ad agosto di acquisire quelle conversazioni anche ai fini dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Nel frattempo, anche il procedimento sulla presunta corruzione è tornato alla competenza della Procura di Pavia, dopo l’archiviazione dell’ex procuratore Mario Venditti.

Il riferimento alla chiavetta del computer

Tra le conversazioni ambientali considerate rilevanti dagli inquirenti figura un dialogo avvenuto in casa Sempio, nel quale Andrea avrebbe reagito con tono alterato quando il padre avrebbe nominato una «chiavetta del computer». Secondo la sintesi della trascrizione, l’indagato avrebbe risposto: «No, ma io non avevo chiavette».

I carabinieri hanno messo in relazione questo passaggio con un soliloquio dal quale avevano ipotizzato che Sempio fosse in possesso, su una pen-drive, del video intimo di Chiara Poggi. Si tratta di un’interpretazione investigativa che dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti.

Nei giorni scorsi, uscendo dall’ascolto delle intercettazioni escluse, l’avvocata Taccia aveva anticipato che quelle conversazioni avrebbero potuto contribuire a rendere «un po’ più chiaro il contesto umano» della vicenda.

Con la nuova istanza, la difesa chiede formalmente che tutte le 81 intercettazioni vengano reinserite nel fascicolo, sostenendo che il loro contenuto possa offrire elementi utili alla ricostruzione e alla propria linea difensiva.