MILANO – È morto nella notte, all’età di 86 anni, Sergio Erede, tra i più importanti avvocati d’affari italiani. In oltre cinquant’anni di carriera ha seguito alcune delle principali operazioni societarie del Paese, dalle grandi acquisizioni alla scalata a Telecom Italia, assistendo alcune delle più importanti famiglie imprenditoriali italiane.

Il decesso è avvenuto all’ospedale di Genova, dove Erede era stato trasportato dopo una caduta accidentale nella sua abitazione nella città ligure.

Il ricordo dello studio Bonelli Erede

Con Sergio Erede scompare una «figura di riferimento dell’avvocatura d’affari, un maestro e un esempio per intere generazioni di professionisti, un gigante della professione non solo a livello nazionale». Così lo studio Bonelli Erede ricorda in una nota il proprio fondatore.

«Ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del mercato legale e finanziario del nostro Paese, distinguendosi per visione, innovatività, rigore professionale e indipendenza di pensiero», si legge nel comunicato.

Lo studio sottolinea anche l’eredità professionale e culturale lasciata dall’avvocato: «La sua legacy, la ricerca dell’eccellenza, la determinazione anche dinanzi a imprese apparentemente impossibili, resteranno una lezione impressa non solo nella storia dello Studio».

Dietro il rigore dell’avvocato d’affari, ricordano i colleghi, c’era un uomo di cultura, curioso, appassionato di lettura e melomane.

«Lo ricordiamo con profonda gratitudine, consapevoli dell’eredità professionale e culturale che ci lascia», conclude la nota, esprimendo vicinanza alla famiglia e ai suoi cari.

La formazione e la nascita dello studio

Nato a Firenze nel 1940, Sergio Erede era considerato uno dei decani del diritto commerciale italiano. Si era laureato con 110 e lode all’Università Statale di Milano nel 1962 e aveva successivamente conseguito un Master of Laws alla Harvard Law School nel 1964. Aveva iniziato a esercitare la professione forense nel 1967, affermandosi progressivamente come uno dei principali protagonisti dell’avvocatura d’affari.

Nel 1969 aveva fondato lo studio Erede Bianchi, diventato Erede e Associati nel 1995. Nel 1999, insieme a Franco Bonelli e Aurelio Pappalardo, aveva dato vita allo studio Bonelli Erede Pappalardo, successivamente denominato Bonelli Erede.

Lo studio si è affermato soprattutto nei settori delle fusioni e acquisizioni, del mercato dei capitali e del contenzioso societario.

Le grandi operazioni della finanza italiana

Nel corso della sua lunga carriera, Erede ha seguito numerose operazioni che hanno segnato la storia economica italiana. Tra queste figurano l’offerta pubblica di acquisto di Olivetti su Telecom Italia, quella di Generali su Ina, l’operazione di Italenergia su Montedison e l’acquisizione di Buffetti da parte di Seat.

Ha inoltre lavorato alla privatizzazione di Autostrade e Aeroporti di Roma e alle quotazioni in Borsa di Enel e Finmeccanica. Tra gli incarichi più rilevanti figurano anche l’acquisizione di Seat da parte di Telecom Italia e il passaggio di Telecom Italia sotto il controllo di Pirelli e del gruppo Benetton.

Il rapporto con le grandi famiglie imprenditoriali

Erede ha assistito nel tempo alcuni dei principali protagonisti dell’imprenditoria italiana, tra cui Gilberto Benetton e Leonardo Del Vecchio, anche nelle vicende legate a Generali e Mediobanca.

Tra i suoi clienti figuravano inoltre Violetta Caprotti, nell’arbitrato relativo a Esselunga, Pietro Salini, alla guida di Webuild, e Urbano Cairo, presidente di Rcs.

Con la sua scomparsa, l’avvocatura d’affari italiana perde una figura che ha accompagnato per oltre mezzo secolo alcune delle più importanti trasformazioni societarie e finanziarie del Paese.