Al congresso straordinario di Milano il leader ottiene 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia. Presentato il nuovo simbolo “Lega Italia federale”, mentre Salvini rilancia le richieste di maggiore peso nella coalizione e annuncia una linea contraria a nuovi invii di armi e fondi all’Ucraina.

Matteo Salvini è stato confermato segretario della Lega per la quarta volta. Il voto del congresso straordinario del partito, svolto a Milano a scrutinio segreto, ha assegnato al vicepremier 465 preferenze, contro le 146 ottenute dallo sfidante Massimo Garavaglia. Salvini resterà alla guida del movimento per altri quattro anni, fino al 2030.

La proclamazione è stata accompagnata da un boato della platea, seguito dall’abbraccio tra il segretario rieletto e il suo sfidante. «Oggi pomeriggio comincia un nuovo percorso. Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi», ha dichiarato Salvini dopo la riconferma.

Il leader leghista ha poi rivolto un messaggio agli alleati: «Nelle regioni dove siamo in maggioranza non tollererò più che la Lega sia trattata come un alleato di serie B. Chiediamo rispetto per le nostre posizioni». Guardando alle prossime elezioni politiche, ha aggiunto di essere convinto che Giorgia Meloni tornerà presidente del Consiglio e che la Lega sarà «il secondo partito della coalizione».

Il nuovo simbolo: nasce la Lega Italia federale

Tra le novità del congresso anche la presentazione del nuovo simbolo del partito, che abbandona la denominazione «Lega per Salvini premier» per adottare quella di «Lega Italia federale».

Il logo, su sfondo bianco e blu, mantiene la sagoma di Alberto da Giussano con la spada levata. La parola «Lega» è in blu, «Italia» in giallo e «federale» in bianco. La modifica, presentata dallo stesso Salvini dal palco, è legata all’adeguamento alla nuova legge elettorale.

«Basta trattare i nostri come nemici»

Nel suo intervento dopo la rielezione, Salvini ha parlato anche delle tensioni interne al partito e dei rapporti tra i dirigenti. «Questa riconferma è una grande responsabilità», ha detto, chiedendo che la stessa responsabilità sia avvertita da chi, a suo giudizio, avrebbe trattato altri esponenti leghisti come avversari.

Il segretario ha ricordato le recenti manifestazioni di Milano e Pontida, criticando quella che ha definito una «bruttissima narrazione dei giornali» che avrebbe preceduto gli eventi. Ha inoltre riferito di messaggi con cui alcuni dirigenti avrebbero invitato a boicottare gli appuntamenti: «Ma questo non è un segnale a Salvini, è il tradimento dell’essere leghisti».

Salvini ha annunciato anche una linea rigorosa nei confronti di chi non rispetta lo statuto del movimento, compresi gli esponenti con incarichi elettivi che, secondo quanto previsto, non verserebbero al partito i contributi dovuti.

La nuova segreteria entro due settimane

Per la composizione della nuova segreteria, Salvini ha chiesto una o due settimane di tempo. «Nella Lega non ci sono maggioranze e minoranze. Le correnti le lasciamo alla Schlein e al Pd», ha affermato, spiegando che l’obiettivo sarà individuare persone in grado di contribuire al lavoro del partito e coinvolgere tutti i territori.

Interpellato sulla possibile presenza di Luca Zaia, il segretario lo ha definito «una risorsa importante» e «prezioso» per il movimento, senza anticipare decisioni sulla composizione della squadra.

Manovra economica e guerra in Ucraina

Nel suo discorso Salvini ha affrontato anche la prossima legge di bilancio, sottolineando le difficoltà nel reperire le risorse necessarie per realizzare tutte le misure desiderate dal governo. «Non è facile trovare i miliardi che servono per fare tutto quello che vogliamo fare in un momento economico molto complicato», ha dichiarato.

Sul fronte internazionale, il leader della Lega ha ribadito la contrarietà a ulteriori invii di armi e fondi all’Ucraina. Prima del voto aveva affermato che il congresso gli avrebbe dato il mandato di portare in Consiglio dei ministri la posizione del partito: «Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina».

Dopo la riconferma, Salvini ha ricordato il sostegno italiano al Paese aggredito, le sanzioni adottate e gli aiuti inviati nel corso del conflitto, chiedendo se proseguire su questa strada sia il modo più efficace per arrivare alla pace.

«Abbiamo sempre sostenuto il popolo aggredito», ha precisato, indicando nella diplomazia la strada da rafforzare: «Nel 2026 le guerre non finiscono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riporta al tavolo della diplomazia e meglio è per tutti».

Con il quarto mandato, Salvini si prepara dunque a guidare la Lega fino al 2030, tra il rinnovamento del simbolo, la riorganizzazione interna e la rivendicazione di un ruolo più incisivo del partito all’interno della maggioranza di governo.