Milano, devastazioni e saccheggi: la Procura apre un fascicolo, indagini anche sui social
L’inchiesta è al momento contro ignoti ed è coordinata dal procuratore Marcello Viola con i magistrati della sezione antiterrorismo. Al vagl...
L’inchiesta è al momento contro ignoti ed è coordinata dal procuratore Marcello Viola con i magistrati della sezione antiterrorismo. Al vaglio chat WhatsApp, contenuti su TikTok e messaggi social per ricostruire eventuali forme di coordinamento.
MILANO – La Procura di Milano ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per fare luce sulle devastazioni e sui saccheggi avvenuti nel centro cittadino durante lo scorso fine settimana. L’indagine punta a ricostruire la dinamica degli episodi, individuare i responsabili e verificare l’eventuale esistenza di un coordinamento dietro le azioni.
Il procedimento è un fascicolo «contenitore», destinato a raccogliere le relazioni delle forze dell’ordine e gli elementi che emergeranno dalle attività investigative più complesse. Tra queste rientra l’analisi dei filmati, utile a identificare eventuali responsabili anche quando non è possibile procedere nell’immediatezza con un arresto.
A coordinare l’inchiesta è il procuratore di Milano, Marcello Viola, insieme ai sei magistrati della sezione antiterrorismo, competente anche per i fenomeni legati alle manifestazioni di piazza. Al momento, il fascicolo non individua una matrice precisa per quanto accaduto.
Magistrati aggiuntivi in vista del fine settimana
In previsione delle nuove manifestazioni di sabato 24 ottobre e domenica, la Procura ha rafforzato la propria organizzazione, predisponendo la disponibilità di una decina di magistrati aggiuntivi che potranno affiancare i colleghi di turno in caso di necessità.
Sul tavolo degli inquirenti sono già arrivate alcune denunce presentate da privati cittadini e una prima informativa della Digos relativa alle devastazioni dello scorso fine settimana. Non sarebbero ancora emersi, tuttavia, elementi precisi in grado di chiarire l’eventuale regia degli episodi.
Al vaglio chat e messaggi sui social
Le indagini coinvolgono diversi uffici investigativi, tra cui la Squadra mobile, l’Arma dei carabinieri e la Polizia postale. Una parte importante degli accertamenti riguarderà l’analisi dei dispositivi e delle comunicazioni digitali, per verificare se e come siano stati organizzati gli spostamenti e le iniziative in piazza.
Gli investigatori esamineranno eventuali conversazioni su WhatsApp, scambi di contenuti su TikTok e messaggi diffusi attraverso i social network, con l’obiettivo di ricostruire i contatti tra i partecipanti e verificare la presenza di possibili forme di coordinamento.
L’apertura del fascicolo si inserisce nel quadro delle indagini sui disordini del 17 e 18 ottobre, mentre Milano si prepara a un nuovo fine settimana di manifestazioni e le autorità rafforzano le misure per prevenire ulteriori episodi di violenza.
