Milano, guerriglia urbana e saccheggi: 34 arresti. Attesi gli interrogatori a San Vittore e al Beccaria
Dopo due pomeriggi di violenze e devastazioni nel centro cittadino, proseguono le indagini. La Procura minorile prepara le richieste di conv...
Dopo due pomeriggi di violenze e devastazioni nel centro cittadino, proseguono le indagini. La Procura minorile prepara le richieste di convalida per i giovani arrestati. Salvini: «Qualcuno cercava il morto». Il cappellano del Beccaria: «Ãˆ una generazione sofferente»
MILANO – Dopo due pomeriggi di violenze, saccheggi e devastazioni nel centro di Milano, proseguono le indagini sui disordini che hanno coinvolto numerosi giovani. Mentre si attende il confronto sulle misure di sicurezza annunciate dal governo, sono in programma gli interrogatori degli arrestati e nuovi accertamenti per ricostruire quanto accaduto.
Nel pomeriggio di oggi, lunedì 19 ottobre, sono attesi, salvo imprevisti, gli interrogatori nel carcere di San Vittore dei cinque maggiorenni arrestati sabato. Domani, invece, inizieranno all’istituto penale minorile Beccaria gli interrogatori degli undici minorenni fermati nella stessa giornata.
La Procura minorile dovrebbe inoltre trasmettere al giudice per le indagini preliminari le prime richieste di convalida degli arresti e di applicazione di misure cautelari per i minori. Il bilancio complessivo degli arresti, considerando anche i 23 giovani fermati domenica, è salito a 34. Il numero potrebbe aumentare, poiché le attività investigative sono ancora in corso.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono quelle di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.
Salvini: «Qualcuno cercava il morto»
Sui disordini è intervenuto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che ha commentato gli episodi di violenza registrati nel fine settimana in diverse città .
«Qualcuno cercava il morto che per fortuna non c’è stato», ha dichiarato Salvini, riferendosi ai saccheggi e alle devastazioni.
Intanto, il governo si prepara a fare il punto sulla situazione e a valutare ulteriori strumenti per contrastare chi sfrutta manifestazioni legittime per provocare violenze e disordini.
Don Burgio: «Ãˆ una generazione sofferente»
Una lettura diversa, incentrata sul disagio giovanile e sulle difficoltà di integrazione, arriva da don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore dell’associazione Kayròs, che accoglie adolescenti in situazioni di fragilità .
Secondo don Burgio, gli episodi di Milano sono il risultato di problemi che si trascinano da anni, tra disuguaglianze sociali e difficoltà di integrazione. Il sacerdote descrive le violenze come manifestazioni di natura predatoria, non necessariamente legate a motivazioni ideologiche.
«La coscienza morale di questi ragazzi è effettivamente fragile», osserva, sottolineando la necessità di interrogarsi sulle ragioni profonde di quanto accaduto e sull’eventuale presenza di una regia dietro gli episodi.
Per don Burgio, il disagio riguarda giovani di origini diverse e non può essere ricondotto esclusivamente alla questione migratoria. «Il loro è uno stile predatorio e impulsivo, violento come in genere sono i ragazzi quando stanno male. È una generazione molto sofferente», afferma.
Il cappellano si dice inoltre contrario all’ipotesi di una stretta sulla concessione della cittadinanza al compimento dei 18 anni per chi commette determinati reati. A suo giudizio, la prevenzione passa anche dalla possibilità , per i ragazzi nati in Italia, di sentirsi parte della società in cui vivono.
Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabili e chiarire le circostanze dei disordini, mentre gli interrogatori dei giovani arrestati rappresenteranno un passaggio importante per gli sviluppi giudiziari della vicenda.