Venerabile della Chiesa, dedicò la propria vita ai più poveri in Brasile, contribuendo alla realizzazione dell’ospedale di Macapà e al recupero del lebbrosario di Marituba. Venerdì 23 ottobre un convegno a Palazzo Marino, mentre proseguono le iniziative per sostenere le opere che portano il suo nome.

Milano ricorda Marcello Candia, imprenditore e missionario laico che trasformò il proprio impegno professionale in una missione al servizio delle persone più fragili. A 110 anni dalla nascita, la sua testimonianza continua a vivere nelle opere realizzate in Brasile e nelle attività della Fondazione che porta il suo nome. La Chiesa lo ha riconosciuto Venerabile e ora l’auspicio è che possa proseguire il cammino verso la beatificazione.

Venerdì 23 ottobre, alle 17.30, la sala Alessi di Palazzo Marino, in piazza della Scala 1, ospiterà il convegno «Marcello Candia, l’etica imprenditoriale, l’impresa della carità». All’incontro interverranno Ferruccio de Bortoli, Aldo Fumagalli e padre Mario Ghezzi. Al centro dell’appuntamento, il rapporto tra responsabilità imprenditoriale, organizzazione e solidarietà.

«Candia va presentato anche come imprenditore, perché è una delle sue caratteristiche», spiega Alessandra Capè, presidente della Fondazione a lui intitolata. La solidarietà, sottolinea, richiede serietà e capacità di organizzazione: «Se non si disperdono energie e si agisce seriamente, questo ci rende più credibili nei confronti di chi vuole aiutare».

Le opere di Marituba e la cura delle persone più fragili

L’esperienza di Marcello Candia si è tradotta in interventi concreti, realizzati con rigore e determinazione. Tra le opere a cui si dedicò figurano l’ospedale di Macapà e il recupero del lebbrosario di Marituba, strutture che continuano a svolgere un ruolo importante nell’assistenza sanitaria e sociale.

A fianco dell’antico lebbrosario è nato un centro dermatologico specializzato nella prevenzione e nella diagnosi della lebbra. Secondo Alessandra Capè, si tratta di una realtà di particolare importanza per il Pará, dove alcune persone riescono a ricevere una diagnosi corretta soltanto dopo aver consultato diversi medici. Le terapie disponibili, pur non garantendo sempre la guarigione, possono arrestare la progressione della malattia e consentire a molti pazienti di tornare a una vita normale.

L’antico lebbrosario è oggi conosciuto come Abrigo, cioè rifugio. In passato accoglieva persone allontanate dalle proprie famiglie a causa della malattia; oggi ospita soprattutto anziani soli e in condizioni di povertà, compresi alcuni ancora affetti da lebbra.

La cura degli ambienti e il rispetto per gli ospiti riflettono una convinzione cara a Candia, ricordata dalla Fondazione: «Vanno realizzate ancora più belle di quelle che faremmo per noi».

L’ospedale di Macapà e il sostegno della Fondazione

L’ospedale di Macapà, oggi gestito dai padri Camilliani, è aperto alla popolazione e assiste anche persone povere che non dispongono di risorse economiche per sostenere le cure.

La Fondazione Marcello Candia, creata dallo stesso imprenditore, non possiede direttamente beni: le opere sono state donate a terzi, mentre l’ente continua a sostenerle grazie alle offerte ricevute.

Un’importante occasione per rinnovare questo impegno sarà la Veglia missionaria di sabato 24 ottobre, presieduta in Duomo dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che nel luglio scorso ha visitato le opere di Candia in Brasile. L’appuntamento sarà anche un’opportunità per raccogliere offerte a favore del Centro Candia di Macapà.

Le celebrazioni per il 110° anniversario della nascita proseguiranno sabato 31 ottobre, alle 18, con una Messa presieduta da Delpini nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, in via Colletta 21 a Milano. È qui che Marcello Candia è sepolto.

Il cammino verso la beatificazione

Il prossimo obiettivo è il riconoscimento di Candia come beato. Perché la causa possa procedere, la Chiesa richiede il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

In Brasile, suor Lucinara del Piccolo Carmelo di Macapà e altre persone che hanno conosciuto il missionario laico si stanno impegnando per diffonderne la memoria attraverso incontri, video, manifesti e la distribuzione di immagini nelle parrocchie. Anche le iniziative organizzate a Milano durante il mese missionario contribuiscono a mantenere viva la sua testimonianza.

La Fondazione individua un segno significativo della continuità dell’opera nella generosità dei sostenitori. «Da quasi 45 anni riceviamo offerte», racconta Capè, spiegando che le donazioni arrivano spontaneamente, senza investimenti in campagne di raccolta fondi, e consentono all’organizzazione di proseguire la propria attività.

Per informazioni e per sostenere le opere di Marcello Candia è possibile consultare il sito www.fondazionecandia.org. Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico bancario all’IBAN IT68U0623001633000015673479.