Milano, seconda giornata di violenze in centro: saccheggi e vetrine distrutte, 160 giovani fermati
MILANO – Nuovi disordini nel centro di Milano, dove migliaia di giovani sono tornati in piazza Duomo nella giornata del 18 ottobre. Gruppi d...
MILANO – Nuovi disordini nel centro di Milano, dove migliaia di giovani sono tornati in piazza Duomo nella giornata del 18 ottobre. Gruppi di ragazzi con il volto coperto hanno preso di mira negozi e attività commerciali, mettendo a segno blitz e saccheggi in diverse zone della città.
Tra gli esercizi colpiti figurano il Decathlon di piazza Cairoli e il Carrefour di via Torino. Danni e tensioni sono stati segnalati anche in zona Moscova, a Brera e lungo corso Garibaldi. Diverse vetrine sono state sfondate, compresa quella della Rinascente in piazza Duomo. Altri manifestanti hanno lanciato sassi contro le vetrine del McDonald’s in Galleria Vittorio Emanuele, rovesciando cestini e biciclette e danneggiando gli arredi urbani.
La situazione è degenerata in diversi punti del centro, con lanci di sampietrini, bottiglie, petardi e bombe carta contro le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti. Alcuni locali della Galleria Vittorio Emanuele, tra cui Camparino, Biffi e Cracco, hanno rimosso i dehors, mentre i dipendenti si sono barricati all’interno per precauzione.
Secondo le informazioni diffuse nel corso della serata, sarebbero circa 160 le persone fermate e accompagnate in Questura per essere identificate, in oltre l’80% dei casi minorenni. Le tensioni hanno interessato anche l’area del Castello Sforzesco e largo Cairoli, dove alcuni giovani con il volto coperto si sono arrampicati sul monumento a Giuseppe Garibaldi.
Preoccupazione anche nei pressi del Teatro alla Scala, dove è in programma un concerto della Filarmonica diretto da Riccardo Chailly. L’area è stata presidiata dalle forze dell’ordine. Per ragioni di sicurezza è stata inoltre anticipata la chiusura ai turisti del Duomo, mentre le celebrazioni religiose si sono svolte regolarmente. I fedeli sono stati invitati a uscire dalle porte laterali della cattedrale.
Nel corso degli scontri, una dozzina di turisti si è rifugiata in una galleria di via Armorari, chiudendo i cancelli delle uscite per mettersi al riparo. Per liberarli è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
Le indagini sui disordini
Proseguono intanto gli accertamenti della Digos sulle violenze della giornata precedente. Dopo i primi 16 arresti e le 22 denunce per devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale, gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza di piazza Duomo e delle strade limitrofe, oltre ai video pubblicati sui social network, in particolare su TikTok.
La condanna di Confesercenti
Dura la presa di posizione di Confesercenti, che ha definito «inaccettabili» le violenze e i danneggiamenti. L’associazione ha espresso solidarietà ai commercianti, ai dipendenti e alle famiglie coinvolte, sottolineando le ricadute economiche dei danni subiti dalle attività.
«Il diritto di manifestare è un valore da tutelare, ma non può trasformarsi in aggressione contro chi lavora», è il messaggio dell’organizzazione, che chiede di prevenire nuovi episodi, garantire la sicurezza di imprenditori e lavoratori e sostenere concretamente le imprese danneggiate.
Salvini interviene sul tema della cittadinanza
Sui disordini è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha collegato gli episodi alla discussione sullo ius soli e sullo ius scholae, sostenendo che non dovrebbe essere concessa la cittadinanza a chi viene identificato mentre partecipa agli scontri.
La seconda giornata di violenze lascia Milano alle prese con nuovi danni al patrimonio commerciale e urbano, mentre le forze dell’ordine proseguono le identificazioni e gli accertamenti per individuare i responsabili.
