Scontri a Milano, altri tre arresti convalidati: due giovani in carcere, uno ai domiciliari
MILANO – Proseguono le convalide degli arresti per gli scontri avvenuti nel centro di Milano domenica 18 ottobre. La gip Maria Idria Gurgo ...
MILANO – Proseguono le convalide degli arresti per gli scontri avvenuti nel centro di Milano domenica 18 ottobre. La gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha disposto altre tre misure cautelari nei confronti di giovani maggiorenni accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata: due sono finiti in carcere, mentre per il terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le ordinanze, depositate giovedì 22 ottobre, riguardano episodi legati agli assalti ai negozi Decathlon di piazza Cairoli e Foot Locker durante i disordini in centro. Uno dei giovani arrestati aveva con sé un coltello pieghevole lungo 15 centimetri.
Nei giorni precedenti erano già state emesse altre misure cautelari: ieri la stessa gip aveva disposto l’obbligo di firma per un arrestato e i domiciliari per un altro, mentre due giorni fa un diverso giudice aveva ordinato quattro custodie in carcere e una misura degli arresti domiciliari.
La gip: «I social possono fungere da detonatore di violenza»
Nelle ordinanze, la giudice richiama il ruolo dei social network nel favorire la mobilitazione dei giovani e il rischio che alcuni richiami online contribuiscano ad alimentare comportamenti violenti.
«Le situazioni di ritrovo di ampie frange di giovani e giovanissimi indotti dai social network a prendere attivamente parte a condotte di dissenso insurrezionale possono fungere da detonatore esponenziale di violenza», scrive la gip, sottolineando che questo elemento può essere valutato ai fini del giudizio di pericolosità e della scelta delle misure cautelari.
Il riferimento compare nel provvedimento relativo a un 18enne per il quale è stata confermata la custodia in carcere e a un 21enne per il quale sono stati disposti i domiciliari con braccialetto elettronico. Entrambi sono accusati per i fatti avvenuti al Decathlon di piazza Cairoli.
Il 21enne: «Volevo provare emozioni»
«Volevo provare emozioni». È quanto avrebbe dichiarato agli inquirenti un 21enne milanese arrestato per la sua presunta partecipazione all’assalto al negozio Decathlon.
Il giovane, che avrebbe riferito anche di essere in cura per problemi psichiatrici, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per la gip, la giovane età e l’assenza di precedenti penali rappresentano elementi da considerare nella scelta della misura, pur restando la necessità di controlli adeguati alla gravità dei fatti contestati.
Un altro giovane, 18enne nato in Svizzera, avrebbe spiegato di aver partecipato ai disordini per curiosità e spinto dall’euforia, pur essendosi reso conto che la situazione poteva diventare violenta. Secondo la giudice, non avrebbe manifestato pentimento o dispiacere e sarebbe arrivato appositamente dalla Svizzera per prendere parte ai disordini. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Un 18enne aveva un coltello da 15 centimetri
Un altro provvedimento riguarda un 18enne nato in Tunisia, accusato di resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio per l’assalto a un negozio Foot Locker.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il giovane aveva nella tasca destra dei pantaloni un coltello pieghevole lungo 15 centimetri, in una posizione che, secondo la gip, lo rendeva immediatamente disponibile. Il ragazzo non avrebbe saputo giustificare il motivo per cui portava con sé l’arma in strada.
Anche lui avrebbe riferito di essere arrivato in centro a Milano con alcuni amici per soddisfare una curiosità. La giudice ritiene possibile che si fosse recato in città appositamente da un comune della provincia di Brescia. Pur essendo incensurato, il giovane sarebbe già stato segnalato in passato per rapina e furto.
La presenza del coltello e gli altri elementi riportati nell’ordinanza hanno contribuito alla decisione di disporre la custodia cautelare in carcere.
Perché alcuni giovani sono in carcere e altri ai domiciliari?
La differenza tra le misure cautelari adottate nei confronti degli arrestati dipende dalla valutazione individuale delle esigenze cautelari e della situazione personale di ciascun indagato.
In un altro caso, relativo a un 18enne arrestato per gli scontri del 18 ottobre, la gip aveva ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Tra gli elementi considerati figurano l’assenza di precedenti penali, la giovane età e il fatto che il ragazzo non fosse mai entrato prima nel circuito carcerario.
La gravità dei fatti contestati e le esigenze di controllo hanno comunque reso necessaria una misura restrittiva accompagnata dal monitoraggio elettronico.
Le ordinanze si inseriscono nel quadro delle indagini sugli episodi di devastazione e saccheggio avvenuti nel centro di Milano. Le accuse contestate ai giovani dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.
